[Lugbz-list] GNUvox: Quando il gioco si fa duro...
Daniele Gobbetti
gdaniele at gmx.net
Thu May 10 13:34:22 CEST 2007
Il giorno gio, 10/05/2007 alle 12.21 +0200, Marco Ciampa ha scritto:
> On Thu, May 10, 2007 at 09:28:01AM +0200, Daniele Gobbetti wrote:
> > Il fatto è che Microsoft i soldini ce li mette,
> > magari non saranno tanti ma ce li mette.
> No. Li hai fatti i conti? E come? Chi non aprirebbe un'azienda
> dove i 2/3 della spesa sono a carico dello stato? E se la rimanente parte
> venisse impiegata non si sa come (può benissimo essere in licenze della nota
> casa...) i conti sono presto fatti...
Come dicevo i conti non li ho fatti. Mi sono fidato di quello che c'era
scritto sulla pagina linkata. Ribadisco che se mi metto dalla parte del
committente - Repubblica Italiana e mi muovo secondo un'ottica puramente
economica allora preferisco scegliere il partner che mi garantisce la
solvibilità della parte di sua competenza.
Da cui la mia domanda: perché sfidare Microsoft (e il software
proprietario) sul lato economico, come se non esistessero altri atout?
[snip]
> Microsoft a Trento non ha mai detto che i risultati della ricerca sarebbero
> stati pubblici. Questa è stata sempre un'affermazione dei rappresentati
> dell'Università...ergo...e anche lì l'accordo è segreto...percui è difficile
> discuterne...
Ok, mettiamolo da parte. In ogni caso bisogna anche intendersi su cosa
si intende per risultati "pubblici". Resta il fatto che il centro c'è e
lavora. Se anche Microsoft ci dovesse avere messo solo il nome, e questo
bastasse a far muovere soldi pubblici verso la ricerca, allora viva
Microsoft!
> La proposta di ASSOLI è assolutamente lecita dato che spesso i soldi che M$
> mette sottoforma di licenze del proprio software...
Ecco, allora vedi che siamo al punto focale. Lo esemplifico:
1-accordo stato - fornitore di software proprietario:
"Io, fornitore di software proprietario, contribuisco con 1Meuro sotto
forma di licenze del mio software".
Risultato: Lo stato risparmi 1Meuro, acquisendo "merce" per la stessa
cifra.
2-accordo stato - fornitore di software libero:
"Io, fornitore di software libero, ti offro di metterti d'accordo e ti
offro consulenze così non devi spendere i soldi per le licenze".
Risultato: Lo stato risparmia una cifra non meglio specificata,
acquisendo "niente" (nella bozza di accordo che ho visto non mi pare si
parli di transfert delle competenze.)
NB: Sto forzando la mano, prego di leggere la frase sopra dal punto di
vista *esclusivamente* economico. I vantaggi 'veri' del software libero
li conosciamo tutti :)
E' ovvio che nel caso due io posso mettere la cifra che voglio, ma se
voglio fare una proposta seria devo avere dallo stato alcune
informazioni:
-quali e quante postazioni dovrò fornire?
-quali e quanti software proprietari sarebbero stati usati su queste
postazioni?
=>numero postazioni * costo delle licenze = cifra da mettere nella
convenzione.
Sparare 10 milioni di euro mi sembra una cosa semplicemente assurda,
perché mi sembra sempre di più una cifra messa lì per far parlare di se.
> Naturalmente se l'accordo con M$ fosse pubblico e soprattutto _come_ i soldi
> verranno impiegati...mi potrebbero smentire...
Non capisco.
> Questa naturalmente è solo la mia opinione e potrei sbagliarmi ma un famoso
> politico tempo fa diceva che a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina...
> e non si diventa l'uomo più ricco del mondo "ragalando" soldi...
Condivido il tuo ultimo punto (ma non la citazione precedente :). Una
società che sta in piedi da tanto tempo sa sicuramente fare i conti,
quindi se ne guarda bene dallo sparare cifre a caso negli accordi con
gli altri partner.
Quello che mi disturba è proprio il fatto di avere puntato sulla parte
economica. Ma a scanso di equivoci e per chiarire meglio come la penso
sul come - e perché - il FOSS potrebbe entrare nell'educazione (e nelle
università e nei centri di ricerca a maggior ragione) rimando a:
http://bluesmoon.blogspot.com/2005/11/why-foss-in-education-makes-sense.html
che condivido in larga misura.
Ciao,
DAniele
--
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